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LIFE
Strumento Finanziario di Conservazione Naturalistica
Sistema Aurora


Dalla Foresta del Cansiglio alle Valli del Pasubio, passando per il Monte Visentin, Cesen, Grappa e per l'Altopiano dei Sette Comuni, foreste di faggio, abeti, castagno, quercia e rovere si alternano a pareti rocciose calcaree e praterie erbose, attorno a pozze d'acqua popolate da equiseti ed orchidee abitate da diverse specie di anfibi.

Il progressivo abbandono dei pascoli e dei boschi e lo sviluppo di attività turistiche e produttive non eco-sostenibili hanno portato anche come effetto indiretto all'abbandono dei micro-ambienti naturali come le pozze d'acqua (dial. lame/pose) naturali o realizzate dall'uomo, idonee all'abbeveramento del bestiame all'alpeggio ma anche di grande importanza naturalistica, provocandone l'interramento e l'avanzamento incontrollato di infestanti che hanno causato la scomparsa degli habitat idonei per il ciclo vitale degli anfibi, all'abbeveraggio di specie avicole di passaggio e della fauna selvatica in genere come lepri, tassi, tetraonidi, cervi e caprioli.

Nel 2004 la Comunità Montana delle Prealpi Trevigiane propone alla Commissione Europea, che cofinanzierà il 50% della cifra, un progetto di conservazione della natura del valore di 841.784 €, intitolato Sistema Aurora all'interno dei Finanziamenti Life Natura, i cui protagonisti principali sono 4 anfibi oramai piuttosto rari nella zona, tra cui l'endemica Salamandra atra aurorae , collaborando con altri 9 partners istituzionali: le Comunità Montane Feltrina, Schio, Asiago e del Grappa, i Comuni di Revine Lago, Tarzo e Budoia, il Parco Natura Viva di Bussolengo e l'Università di Udine (dip. produzione animale).

A sinistra lama a Revine Lago in località Val Curta

Il programma comunitario di finanziamento LIFE nasce nel 1992 per contribuire allo sviluppo e all'attuazione della legislazione e della politica comunitaria in materia ambientale ed in particolare per la conservazione della natura, al fine della protezione degli habitat e delle specie interessate dalla Direttiva 92/43/CEE Habitat e dalla Direttiva 79/409/CEE Uccelli selvatici che costituiscono, quindi, i documenti di riferimento anche per la partecipazione al programma finanziario.

Prima di ottenere l'approvazione e giungere all'inizio dei lavori, il progetto Life Sistema Aurora ha dovuto attraversare diverse fasi di elaborazione, correzione e lunghi iter burocratici, passando dal il Ministero dell'Ambiente alla Commissione Europea Ambiente che ha concesso il finanziamento per l'esecuzione dei lavori.
La prima fase di progettazione ha visto un intenso e complesso lavoro d'equipe di ricercatori e tirocinanti dell'Università di Padova ed Udine e del personale tecnico della Comunità Montana, che ha dapprima valutato quali fossero le condizioni di degrado degli habitat necessari per lo svolgimento del ciclo ontogenetico dei quattro anfibi e successivamente ha individuato le diverse fonti che causavano tali condizioni. A tal punto si sono valutate le possibili soluzioni con cui far fronte a tali minacce per gli anfibi, cercando di creare un sistema di recupero e difesa che facesse interagire ambiente, economia ed agricoltura locale; ad per esempio, grazie al ripristino delle aree di alpeggio gli allevatori potranno portare al pascolo il bestiame senza dover utilizzare le cisterne per l'abbeveraggio, mentre il calpestio del bestiame stesso nelle pozze recuperate contribuirà a rendere naturalmente impermeabile il fondo di tali specchi d'acqua, mentre la realizzazione di itinerari naturalistici in collaborazione con gli agriturismo potrà creare una crescita del del turismo naturalistico.

Il gradino successivo è stata la definizione dell'obiettivo principale del Sistema Aurora: la salvaguardia delle specie in oggetto e dei loro habitat. Recupero ambientale assieme a sensibilizzazione del pubblico tramite cd-rom, filmati ed opuscoli, creazione di un centro visite e cartellonistica inerente lungo i sentieri saranno fondamentali per il raggiungimento dello scopo, portando indirettamente ad una crescita economica locale e ad un miglioramento della sensibilità nei confronti degli habitat naturali. Nonostante la complessità di un Life, definire i costi delle azioni da attuare è stato tutto sommato semplice, considerato che gli Enti partecipanti al progetto si occupano spesso e volentieri di gestione ambientale.
L'unico neo di un progetto nel contempo così affascinante ed ambizioso si è rivelata sicuramente la tempistica che spesso può compromettere o ritardare lo svolgersi di determinate azioni, visto che la maggior parte delle pozze sono in quota e la presenza della neve per lungo tempo pone dei tempi di lavoro ristretti alla bella stagione.
Condizioni meteorologiche permettendo, la Comunità Montana delle Prealpi Trevigiane assieme ai suoi partner ha steso dunque un complesso piano di lavoro che nel triennio 2005-2008 creerà le condizioni per il ripristino di diverse zone umide in stato di notevole degrado, per permettere il mantenimento a lungo termine degli habitat adatti alla presenza di questi anfibi, cui farà seguito la realizzazione di un piano di conservazione naturalistica post-life, che vedrà fianco a fianco i partner del progetto anche per gli anni avvenire, in modo da impedire l'annullamento degli sforzi compiuti durante il progetto stesso.

Il progetto, già in corso d'opera, verrà portato avanti tramite diverse azioni:

- ripristino di quasi 70 pozze d'alpeggio distribuite in tutto il territorio del progetto
- creazione di vasche di approvvigionamento idrico per i periodi di maggior siccità
- sfalcio delle sponde di laghi per ossigenarne le acque fortemente eutrofizzate
- tagli di diradamento per la ricostituzione di un potenziale habitat per gli anfibi
- monitoraggio della presenza degli anfibi in relazione alle attività previste ed ai fattori di influenza
- studio dell'ecologia degli anfibi oggetto del Life ed in particolare della Salamandra atra aurorae
- produzione di mappe di distribuzione e vulnerabilità delle specie
- cartografia territoriale delle aree di intervento
- opuscoli informativi/divulgativi
- incontri con associazioni di categoria, ordini professionali, tecnici e ricercatori
- filmato sulle specie e loro habitat, nonché sul progetto
- cd-rom interattivo
- creazione di un padiglione educativo-didattico sugli anfibi (area prealpina) presso il Parco Natura Viva
- allestimento di sale museali presso il Comune di Revine Lago sul Sistema Aurora
Le sale museali presso Revine Lago offriranno l'opportunità di effettuare visite guidate ai Laghi di Revine ed alle pozze d'alpeggio.

A seguito delle azioni dirette di conservazione vi saranno quindi operazioni indirette come le citate visite alle pozze, al Parco ed al Museo di Revine.
Informazione cartacea, web e radiotelevisiva contribuiranno a sensibilizzare il pubblico sulla salvaguardia dell'ambiente ed in particolare sugli anfibi del Sistema Aurora, nella convinzione di essere anche fonte d'ispirazione per altri progetti futuri con cui rimettere assieme pezzo per pezzo questo grande puzzle di ambienti in pericolo.

Come riconoscere tali anfibi:
L'anfibio oggetto di maggior tutela (Salamandra Atra Aurora) esiste solo in alcune zone dell'Altopiano di Asiago e delle Valli del Pasubio nel Vicentino, fianco a fianco con la Rana Latastei, il Triturus carnifex e la Bombina variegata, che popolano anche le pozze d'alpeggio e le zone sorgive della pedemontana trevigiana.



Salamandra Atra di Aurora

La Salamandra atra di aurora, scoperta soltanto nel 1982, è tipica delle faggete vicentine fresche ed umide comprese tra i 1000m e i 2000m; tutta nera con un'unica banda dorsale giallo-arancio, è tutt'oggi oggetto di studio a causa delle relazioni parentali con le altre specie locali, non ancora chiarite: essa potrebbe essersi differenziata localmente di recente (VEITH, 1996; BONATO, 2000) oppure, comete ultime indagini sembrano sostenere, potrebbe rappresentare una forma più primitiva conservatasi solo in questi territori (LAPINI ET AL., 1996; STEINFARTZ ET AL., 2000).

La Salamandra comune nelle nostre zone è molto diversa dalla rarissima salamdra aurora nelle dimensioni (salamandra Aurora al massimo 15 cm, mentre salamandra Pezzata fino a 30cm) e nella colorazione che è, come dice il nome stesso, a macchie.




Salamandra Pezzata


La salamandra atra è la salamandra alpina che si può incontrare più frequentemente nelle zone umide dei nostri boschi montani.
Simile per morfologia e biologia alla salamandra aurora, pare essere la specie da cui si è in tempi secondari differenziata la stessa salamandra Aurora (vedi paragrafo sopra)



Salamandra Atra

Altri anfibi tutelati dal progetto sono:
La Rana di Lataste, la più piccola tra le rane rosse (max 8 cm), è un'endemismo dell'Italia settentrionale caratterizzata da una "V" rovesciata sul dorso, abita e depone tipicamente in aree ad alta umidità e scarso soleggiamento prediligendo la formazione forestale del querco-carpineto.




Rana di Lataste

La Rana Temporaria (Montana) lunga sino a 10 cm, ha colore dorsale grigio-bruno a macchie, col ventre bianco.
Abbastanza diffuso nelle nostre zone rispetto alla Rana Latastei e, tale anfibio popola perlopiù le aree del sottobosco alpino e prealpino, in aree comprese solitamente tra i 1000 e i 1700 metri.


Rana Temporaria (Montana)
Il Tritone Crestato può raggiungere persino i 18 cm di lunghezza. Di colore variabile dal nero all'ocra con macchie irregolare non molto marcate sul dorso, col ventre giallo a chiazze scure, è privo di palmatura nelle zampe con coda mancante del filamento terminale; presente quasi in tutta l'Italia peninsulare, in un'altitudine compresa tra il livello del mare e i 1600 m circa, principalmente in ambienti boscosi sia di latifoglie che di conifere, preferisce come siti di deposizione stagni/fossati con profondità superiori ai 30-50 cm. Tritone Crestato
Il Tritone Comune è la specie che più comunemente possiamo incontrare nelle pozze d'alpeggio. Lungo al massimo 12 cm, ha il dorso di colorito nero o grigiastro talvolta marmorizzato, col ventre completamente giallo-arancio. Anche il maschio di questa specie è dotato, sebbene di dimensioni molto inferiori rispetto al Tritone Carnifex, di una cresta vertebrale gialla e nera che si enfatizza durante la stagione amorosa, mentre le femmine ne sono sprovviste.
Tritone Comune
 
L'Ululone dal ventre giallo, piccolo rospo acquatico dal dorso bruno, si evidenzia per la brillante colorazione gialla con macchie nerastre o blu-grigiastre sul ventre; ha un areale limitato alle montagne dell'Europa meridionale, prediligendo acque ferme poco profonde e ben esposte al riscaldamento solare, tendenzialmente prive o povere di vegetazione acquatica, situate all'interno o ai margini di formazioni boschive.

Ululone
 
PRESENTAZIONE MULTIMEDIALE
Se desideri scaricare la presentazione multimediale posizionati sul collegamento ipertestuale sottostante, premi il tasto destro del mouse e seleziona la voce salva oggetto con nome. Una volta scaricato è necessario decomprimere il file in una qualsiasi cartella del vostro computer. Infine, per avviare la presentazione è sufficiente cliccare sul file start.exe.
I files sono disponibili sia in foramto rar e zip.
Presentazione Multimediale (.rar)(112 MB)
Presentazione Multimediale (.zip)(112 MB)

Il file ha una dimensione di 112 Mega Byte.
Si consiglia il download solo se si utilizza una linea ad alta velocità.
 
 
 
 
 
CREDITS
- La foto rana di Lataste è di © Michele Menegon
- La foto del Tritone Carnifex è di © Paolo Mazzei
- La foto della Temporaria è di © Ilaria Pimpinelli
- Le altre foto sono della Comunità Montana delle Prealpi Trevigiane
 
 
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