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Arte e Cultura
Nelle chiese parrocchiali, ma anche nei piccoli oratori sparsi nella pianura e sulle colline, il visitatore può scoprire un patrimonio di arte religiosa e popolare di notevole valore.

Da Conegliano, per la panoramica via dei Colli si giunge a Vittorio Veneto, sede vescovile, ospitata nell'antico Castello di S. Martino di origini longobarde. E' raggiungibile attraverso Via Brevia, è consentita la visita alla Corte d'Onore, dalla quale si gode d'un ampio panorama. Vittorio Veneto è nata nel 1866, in seguito all'annessione del Veneto al regno d'Italia; furono fusi in quell'occasione i due centri: Ceneda e Serravalle. A Ceneda nella Piazza Giovanni Paolo I sorgono il Duomo settecentesco, che contiene preziosi dipinti di Palma il Giovane e della Scuola del Tiziano, e la Loggia del Sansovino del 1538, al cui interno è ospitato il Museo della Battaglia.

A destra il Castello di S. Martino

L'altro centro è Serravalle, antica fortificazione altomedievale (vero scrigno urbanistico-architettonico), raccolta attorno a Piazza Flaminio. Un piccolo gioiello d'impronta neogotica è la Loggia della Comunità sede del Museo del Cenedese, cioè l'antico Municipio, ricostruito dal podestà Grabiele Venier fra il 1462 e il 1476 e subito dopo affrescato dal pittore vagante Dario da Treviso (1440-1498). Sulla facciata dell'attigua Torre si ammirano oggi due quadranti d'orologio. Quello inferiore, murato fin dal 1487 e tornato alla luce soltanto nei recenti restauri, è senz'altro uno dei più antichi quadranti d'orologio da torre d'Italia e, con la sua numerazione in caratteri gotici e cifre arabe di ventiquattro ore, un'autentica, misteriosa rarità.

Il Museo del Cenedese conserva le memorie storiche, artistiche ed archeologiche dell'antico territorio Cenedese. Le raccolte archeologiche espongono reperti Celtici, PaleoVeneti e Romani. Piazza Flaminio, interamente lastricata di pietra d'Istria, ricostruisce alle soglie delle Prealpi "un vasto campiello veneziano" con il canale del Meschio, l'isoletta, il ponte arcuato, la grande Chiesa e l'alto campanile. Intorno ci sono tutti i palazzi importanti, le case delle antiche famiglie serravallesi.

A destra la Loggia del Cenedese

Da visitare il cinquecentesco Palazzo Minucci De Carlo, la più sontuosa e vasta dimora fra quelle appartenute alle nobili famiglie del luogo, che conserva preziosi arredi tra cui spiccano arazzi, mobili d'epoca, dipinti e oggetti orientali e, tra questi, antichi ricami in seta, tessuti e giade. Un patrimonio unico nel suo genere che rivela il gusto decisamente dannunziano dell'ultimo proprietario Camillo De Carlo.

A Serravalle lavorarono pittori famosi come Palma il Vecchio e Palma il Giovane, il Pordenone e persino Tiziano, che eseguì alcune importanti opere tra le quali la pala dell'Altare maggiore del Prepositurale. Da visitare a Serravalle il Duomo (opere del Tiziano e di Francesco da Milano), la Chiesa di S. Lorenzo dei Battuti (1400), con il suo ciclo di affreschi, il Santuario di S. Augusta, che si raggiunge a piedi attraverso una monumentale scalinata e la Chiesa di S. Giustina, eretta da Grabiele Da Camino nel 1226 (ma ricostruita a partire dalla fine del XVII sec.), con il celebre mausoleo di Rizzardo VI da Camino, l'ultimo dei Caminesi di Sopra, eretto fra il 1336 e il 1340. Lungo Via Caprera si trova la Chiesa di San Giovanni Battista, eretta nel 1367 con i suoi affreschi quattrocenteschi, riconosciuti di Antonio Zago (1480) e del Maestro della Cappella Galletti (1460-70). Alla Chiesa, dalla facciata romanico-gotica su cui si apre il rosone rinascimentale (1483), si affianca il monastero, con il chiostro affrescato nel XVII secolo, dalle linee semplici e austere. Nella Chiesa di S. Maria del Meschio vi è una magnifica "Annunciazione" di Andrea Previtali (1510), uno dei capolavori dell'arte cinquecentesca nella Marca trevigiana.

A sinistra il Mausoleo di Rizzardo VI da Camino

A destra affreschi della Chiesa di S. Lorenzo dei Battuti

Nella Pieve di S. Andrea di Bigonzo, Chiesa primigenia di Serravalle, dall'architettura medievale ingentilita da interventi rinascimentali, vi sono interessantissimi affreschi del tre-quattrocento. Nei dintorni di Vittorio Veneto si segnalano la grande Arcipretale di Fregona (contiene un'opera di Sebastiano Ricci), Villa Troyer Lucheschi, ora Salvador, del XVI secolo, d'un essenzialissimo stile barocco; spiccano tra le caratteristiche architettoniche le ampie logge.

Varie attrattive naturalistiche, fra cui le Grotte del Caglieron, ambiente di inimmaginabile bellezza tra rocce umide e lo scrosciare delle acque. Vittorio Veneto, inoltre, è base di appoggio per le escursioni in Cansiglio, l'antica foresta da cui la Serenissima traeva i legni per le sue navi (ottime le piste per lo sci da fondo). Inoltre si possono visitare numerosi piccoli gioielli sparsi tra i borghi collinari: la Chiesetta della Madonna della Salute e la Chiesa di S. Silvestro a Costa di Vittorio Veneto, l'Oratorio della S.S. Trinità nel borgo Mattarella di Cappella Maggiore, con un affresco del 1200, recentemente individuato, il cimitero e la Chiesa di Rugolo. Una visita meritano, inoltre, i resti dell'antico Castello e la Chiesa di Cordignano, in stile palladiano, risale al XVI sec. e conserva all'interno due tele di Palma il Giovane. Il Castello di Cordignano risale al XI sec., oggi rimane solo parte della cinta muraria e due torri d'angolo; fu centro politico ed economico e sede della curia di Cordignano. a Vittorio Veneto si raggiunge Revine Lago (che domina due bellissimi laghi, meta ambita per gli amanti degli sport d'acqua), dove si svolgono ogni anno un caratteristico Presepe vivente (a Natale) e una Via Crucis (a Pasqua), che conduce al Santuario di S. Francesco di Paola. Da Tarzo si raggiunge Resera e la Chiesa di S. Andrea che presenta al suo interno interessanti affreschi quattrocenteschi. Si prosegue per Cison di Valmarino, dalla grazia squisita nel suo tessuto urbano signorile fatto di palazzetti eleganti, con poggioli e finestre contornate di pietra, bei portali imponenti, ampi cortili, scaloni e loggette, dove si staglia il Castelbrando, arroccato in una posizione inespugnabile. Degna di nota poi la settecentesca Arcipretale nella piazza del paese con il notevolissimo ciclo pittorico di Egidio Dall'Oglio.
A sinistra Piazza Roma a Cison

                 A destra Castelbrando

Proseguendo, si giunge a Follina, celebre per la sua affascinante Abbazia cistercense di S. Maria (1305-1335) con il bellissimo chiostro romano risalente al 1268, fondata su una badia benedettina. I cistercensi, allorché si insediarono nella zona, furono promotori di un'intensa attività di bonifica, oltre a favorire la coltivazione del vigneto, attualmente assai pregiata. Leggendo gli Annali Camaldolesi, si è scoperto che i lavori iniziarono nel 1305 sotto la direzione dell'abate Gualtiero da Lodi e terminarono nel 1335 quando era abate Nordio da Treviso. Nella lunetta del portale si trova un affresco risalente alla fine del secolo XV e rappresentante la Madonna col Bambino e due santi, mentre all'interno la decorazione si limita a risalti di colore e a semplici fasce affrescate con motivi floreali e figure angeliche. Fra le opere d'arte, all'interno, nella navata destra, si trova un affresco di Francesco da Milano: la Madonna col Bambino, santi e devoto (1527), la statua in pietra arenaria Vergine col Bambino, un pregevole Crocifisso ligneo barocco. Sul muro della sinistra si trova un affresco raffigurante San Tommaso d'Aquino. Entro la grande Ancona lignea, in stile gotico, si rinviene l'immagine titolare dell'Abbazia: un'antica scultura in pietra d'incerta attribuzione, ma venerata da tempi immemorabili. Del meraviglioso Chiostro una lapide murata vicino alla porta ci documenta la data di costruzione (1268), e il nome dell'abate, degli architetti e dei capimastri che ne seguirono i lavori. Le arcate sono sostenute da colonne singole, ofitiche, binate, negli angoli a fasci di quattro; dal Chiostro si scorge il massiccio campanile impostato sopra l'abside destra della Chiesa. Fra gli ambienti che si aprono sul Chiostro, i più interessanti sono la Sagrestia, la Sala Capitolare e il Refettorio. Da Follina a Valdobbiadene le strade attraversano un bellissimo sistema collinare, dove si produce il famoso Prosecco, prodotto vinicolo di fama internazionale e dove la natura conserva ancora scorci incontaminati. A Valdobbiadene, graziosa cittadina ai piedi del Monte Cesen, si svolge ogni anno un'importante rassegna nazionale dello spumante. Nella centrale Piazza Marconi, merita una visita la neoclassica Parrocchiale. All'interno opere di Paris Bordon e Palma il Giovane. Da Valdobbiadene una breve escursione porta al Santuario di S. Floriano, con una bellissima vista panoramica. Altre due Parrocchiali da vedere a Combai e Miane, quest'ultima con un apprezzabile organo ottocentesco. In tutta la zona circostante, detta del Quartier del Piave, vi sono numerose testimonianze di arte e di storia religiosa: la Chiesa di S. Vigilio a Farra di Soligo, l'Abbazia laicale di Santa Maria Nova con affreschi di Scuola Riminese (sec. XIV) e l'oratorio preziosamente affrescato di S. Maria dei Caminesi a Soligo, da cui, in macchina o a piedi, si raggiunge il colle e la Chiesa omonima di S. Gallo e l'Abbazia di Vidor, fondata nel 1107. Sempre a Farra di Soligo merita una sosta la bella Villa Caragiani-Ricci, di ispirazione palladiana.

A sinistra particolare degli affreschi a Resera di Tarzo

           A destra affresco nella Chiesa di S. Maria Nova

Pieve di Soligo presenta un centro ricco di edifici storici: ricordiamo in via Marconi Palazzo Morona, risalente al XVII secolo; Palazzo Ciassi, coevo, in via Lubin Palazzo Sammartine ex Balbi-Valier. Romantiche rovine, dal fascino ancora intatto, le Torri di Credazzo a Farra di Soligo, antica fortezza longobarda, dove dimorarono le famiglie che fecero la storia della Marca Trevigiana: i Da Camino e i Collalto.

Tornando verso Conegliano si può visitare a Solighetto, nella cornice della settecentesca Villa Brandolini, di proprietà comunale ed ora ospitante il centro culturale "F. Fabbri", il delizioso Museo dedicato alla grande cantante lirica Toti dal Monte e l'antica Pieve (XII secolo) di S. Pietro di Feletto, riccamente affrescata, tappa d'obbligo dal punto di vista storico-artistico.

MUSEI

Museo Civico del Cenedese - Piazza Flaminio - Tel. 0438.57103
Museo della Battaglia - Piazza Giovanni Paolo I - Tel. 0438.57695
Palazzo Minucci De Carlo - Via Martiri della Libertà - Tel. 0438.57193
Museo Diocesano d'Arte Sacra "Albino Luciani" - Largo del Seminario - Tel. 0438.948411
Museo di Scienze Naturali "Antonio De Nardi" - Largo del Seminario - Tel. 0438.948411
Abbazia di Follina - Tel. 0438.970231
Museo Etnografico dei Cimbri - Cansiglio, Pian Osteria - Tel. 0438.585301
Giardino Botanico Alpino - Pian del Cansiglio - Tel. 0438.581

 
 
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